9 aprile: Dodona

A Dodona si trovava un tempo l'oracolo di Zeus, che forniva i suoi oracoli tramite il fruscio delle foglie di querce sacre.
Temevamo di trovare il sito archeologico chiuso, come avviene al lunedì per la maggior parte di siti e musei in Grecia, invece las fortuna ha deciso di aiutarci permettendoci di non fare un viaggio a vuoto.
L'antico splendore del l'area è oggi testimoniata dai resti del teatro che qui sorgeva. Le sue imponenti dimensioni lasciano comprendere quanto dovesse essere importante il culto locale, dal momento che nella zona non sorgevano grandi città e che pertanto la folla in esso ospitata era quella dei pellegrini.
Si dice che pure Giasone abbia fatto visita al tempio ed abbia voluto tagliare un ramo di una quercia sacra per porlo nella chiglia di Argo a protezione del suo viaggio. Ad ogni buon conto, pure io ne ho preso un ramoscello e l0 ho messo nel vano portaoggetti della Cinquecento.

Lasciato il sito archeologico abbiamo subito cercato uno spiazzo dove poter fare una pausa caffé. Abbiamo steso le coperte, preparato le due tazzine di caffé, mangiato dei biscotti e ci siamo goduti per una buona mezz'oretta il clima caldo della primavera epirota, godendo di un panorama davvero incantevole, con verdi colline cosparse di ulivi e qualche vigneto.

Dopodik abbiamo deciso di passare il pomeriggio visitando Ioannina. Ne avevamo sentito parlare molto bene, ma né io né Steffen ne siamo rimasti particolarmente colpiti. La cittadina sul lago ci è parsa piuttosto tetra e, cosa assai insolita per la Grecia, inanimata.

Ancora una volta, abbiamo passato la serata a mangiare una pita e bere retsina dal solito psitopolio in riva al lago.

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