4 aprile: Verona
Dopo una giornata impegnativa spesa per lo più ad attraversare il nord Italia da Occidente ad Oriente la decisione più logica quale poteva essere, se non tornare indietro un centinaio di chilometri nella stessa direzione? Che altro avremmo potuto fare? Null’altro! Per questo motivo siamo andati a Verona.
Visitare Verona con un tedesco è un’esperienza particolare. Tutti i turisti e gli indigeni si voltavano a guardarci come se fossimo stati dei deficienti (e chissà che non avessero pure ragione) per il fatto che ad ogni metro il mio teutonico amico ripeteva ridacchiando: “ah, sono stato in Verona!”. Umorismo tedesco. In pratica in Germania “Verona” è anche un nome femminile, motivo per cui pare sia molto diffuso fare simpaticissime ed originali battute del livello di quella appena riportata.
La giornata, comunque, è stata buona. Non poteva mancare la nostra fedele nuvoletta, ma a parte ciò è stato piacevole girare per le stradine semivuote della città, visitare l’arena (dove improvvisati e stonatissimi tenori si esibivano in performance non richieste) fino ad arrivare all’affollato cortile di quella che dicono sia stata la casa di Giulietta.
Poche altre cose vanno ricordate a proposito della nostra giornata veronese. La prima è che abbiamo assistito ad un incidente stradale impressionante. Un ragazzo che girava in motorino un po’ “alla napoletana” ad un certo punto deve aver sottovalutato la pioggerellina sottile che aveva reso viscido l’asfalto ed in curva non è riuscito a mantenere il controllo della moto. Oltre a ciò non si era allacciato il casco. Risultato: mentre guidavo ho visto volare un centinaio di metri davanti a me prima il casco, poi la moto e poi il centauro. Fortunatamente non si è fatto niente, ma credevo davvero che ci fosse rimasto secco.
Secondo: mi è stata rinfacciata la mia “folle” decisione di non volere portare in macchina tavolino, forchette, piatti e magari pure un set di pentole. Se infatti a mezzogiorno avevamo pranzato in autogrill (e dove altrimenti?), per cena abbiamo preferito comprare il necessario per prepararci dei panini. Il fatto è che però il nostro bungalow era grande poco più di un vestitino di legno e pertanto non avevamo lo spazio fisico per girarci e tagliare con comodo pane, mozzarella, pomodori etc. Il risultato è stato un gran porcile nella stanza che è stato presto addebitato alla mia “italianissima” mancanza di organizzazione. Non ha fatto una pecca, invece, la tedesca capacità di guardare gli altri lavorare e lamentarsi dei risultati. Deutschland, Deutschland uber alles!

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